Category: SONAR

Stephan Thelen – Fractal Guitar [MoonJune 2019]

By Marcello Nardi Jan 23, 2019 0

When I go to a concert I like to hear the ideas behind the actual music and how these ideas unfold and evolve over the course of time. In other words, I’m always interested in a process that is based on a good and interesting idea which is presented in a very clear and transparent way. The idea itself can be very simple, but it should have the potential to create complex and interesting results. With Sonar we often very slowly build up a piece where one instrument starts and then others join in. In that way, you can clearly… Continue reading

Sonar with David Torn – Vortex [RareNoise 2018]

By Marcello Nardi Mar 30, 2018 2

“Repetition does not change anything in the repeated object, but changes something in the mind of the observer” (Deleuze, Difference and Repetition in Margulis, On Repeat, Oxford University Press). Swiss band Sonar works to create this space between music and listening, between repetition and the listener since 2010. Their playing is made by clean guitars, overrepeated rhythmic patterns, slow, sinister and isomorphic grooves, stripped of barely all the melodic content. Resulting in an hypnotic, ancestral outcome, which changes with each listening, like if it were the perfect explanation of Deleuze’s sentence above. A line-up made by guitars, strictly tritone-tuned, played by Stephan… Continue reading

Markus Reuter feat. Sonar and Tobias Reber – Falling for Ascension [Ronin Rhythm Records 2017]

By Marcello Nardi Dec 6, 2017 0

English version Su un muro della mia città, peraltro abbastanza coperto dal sole, campeggiava un verso del poeta Paul Eluard, Nulla potrà turbare l’ordine della luce. Mi é rivenuto in mente ascoltando Falling for Ascension di Markus Reuter, con Tobias Reber ed i Sonar. Un lavoro che posiziona l’ascoltatore in un mondo luminescente ed immobile, dove di fatto é lui il protagonista con la sua meditazione. Tutto é pervaso da un equilibrio tra la luce, il suo ordine rappresentato dalla disciplina minimalista, e la stabilità, la protezione dal turbamento dell’estasi e la meditazione. La storia di Falling for Ascension inizia quando Markus Reuter… Continue reading

Empyrean Atlas – Inner Circle [2014]

By Marcello Nardi Nov 7, 2015 0

A leggere il curriculum degli Empyrean Atlas si prova una certa soggezione: i cinque newyorchesi hanno lavorato con Steve Reich, Philip Glass, Tim Berne, Steve Coleman e Antibalas Afrobeat, ma ne ho citati solo alcuni sul loro sito. Parte della storia già si racconta qua, l’altra metà é mischiare genialmente minimalismo e afrobeat già citati, con math rock pulito, poliritmie. David Crowell é la mente che  compone e dirige 3 chitarre, basso batteria strumentali. Intricati contrappunti in pulito, nascosti sotto melodie piacevoli e suadenti ripetute in loop come in Coming Home, oppure sotto le quali nasce un groove afro -Antibalas, già l’avete… Continue reading

Sha’s Feckel – Feckel for Lovers [2015]

By Marcello Nardi Oct 28, 2015 0

Se un artista viene taggato come jazz -una volta si sarebbe detto ‘messo nello scaffale jazz’, difficilmente piacerà ad un pubblico prog e viceversa, dico una banalità. Eppure Sha’s Feckel piacerebbe proprio a molti proggaroli -anzi dovrebbero ascoltarserlo e ed iniziare a confrontarsi con la scena postminimal svizzera. Il secondo album del gruppo -seguito di Greatest Hits– uscirà a dicembre, ma sul bandcamp sotto si può ascoltare un’anteprima. Il fiatista di Nik Bartsch guida una gruppo chitarra, basso e batteria che riprende la ricetta di lunghi loop minimali, velatamente inquietanti come in tanta produzione di Bartsch, ma senza il predominante sound acustico e rituale del pianista. La… Continue reading

SONAR – Black Light [2015]

By Marcello Nardi Oct 20, 2015 1

Disponibile sul bandcamp dell’etichetta Cuneiform Black Light, ultima creazione dei SONAR. L’album é il seguito del lavoro 2014 Static Motion ed é un ulteriore tassello nel panorama post-minimal o zen funk -a seconda di quale etichetta preferiate. Il gruppo svizzero utilizza la stessa ricetta del guru Nik Bartsch, ma declinandola con due chitarre + basso + batteria rigorosamente live, un sound prog a la King Crimson dell’era Fracture o a la Glenn Branca. O ancora richiamando lo Steve Reich dell’Electric Counterpoint. E proprio queste influenze stanno alla base del paradosso tipico di tutto lo scenario attuale post-minimal: l’estrema varietà del messaggio. Scrittura minimale che spesso ha… Continue reading