Category: prog

Troot – Constance and the Waiting [2018] pt.1

By Marcello Nardi Aug 16, 2018 1

Some years ago I was invited by a friend at a dinner in a fancy high-profile restaurant in Milan. Purpose of the event was not quite eating, but cooking for others, even though none there was even an amateur cook. I was thrown in a company of strangers, whom I soon understood were high potential fast-riser young managers, for playing a serious game to test our skills of team working. As soon as we were divided in teams and commissioned to create a menu for guests at our own will, we were to play our management skills and show how… Continue reading

Mark Wingfield – Tales from the Dreaming City [MoonJune 2018]

By Marcello Nardi May 26, 2018 0

When in September 2012 Steve Vai showed up on Guitar World‘s cover along with emerging shredder Tosin Abasi, it seemed like he was trying to bring some fresh air. After the golden era of the ’80s and’ 90s, the electric guitar had – according to few- lost its charm, had less appeal on new generations, despite the explosion of many shredders on YouTube, it was – arguably- less innovative than the past. Yet the Italo-American shaman had no doubts: guitar would have been the instrument of the future. When listening to Mark Wingfield‘s Tales from the Dreaming City it is easy to… Continue reading

Sonar with David Torn – Vortex [RareNoise 2018]

By Marcello Nardi Mar 30, 2018 2

“Repetition does not change anything in the repeated object, but changes something in the mind of the observer” (Deleuze, Difference and Repetition in Margulis, On Repeat, Oxford University Press). Swiss band Sonar works to create this space between music and listening, between repetition and the listener since 2010. Their playing is made by clean guitars, overrepeated rhythmic patterns, slow, sinister and isomorphic grooves, stripped of barely all the melodic content. Resulting in an hypnotic, ancestral outcome, which changes with each listening, like if it were the perfect explanation of Deleuze’s sentence above. A line-up made by guitars, strictly tritone-tuned, played by Stephan… Continue reading

Perfect Beings – Vier [InsideOut 2018]

By Marcello Nardi Feb 9, 2018 0

English version La voce armonizzata a la Jacob Collier parte a cappella in un funky in 7/4, preparando il terreno al basso, che lavora lo stesso tempo con un pattern in 2+4+4+4 ricco di irregolarità e groove in stile Chris Squire. E poi a cascata un solo ricco di feel del sax soprano per nulla spaventato dagli accenti irregolari. E quindi uno stacco orchestrale su cui un cordofono disegna poche note. Che diventa un piacevole electro pop (ancora in 7), dove il cordofono dialoga con la voce. Come in un caleidoscopio, vediamo immagini che già riconosciamo ed in cui ci siamo già imbattuti,… Continue reading

Dominique Vantomme – Vegir [MoonJune 2018]

By Marcello Nardi Jan 16, 2018 1

English version Un’ostinato costituito su un accordo di Fender Rhodes, una nota di basso in slide dal registro basso a quello alto, un soundscape di chitarra ed i piatti a portare un rock moderato. Pochi ingredienti, eppure capaci di tenere l’ascolto incollato nel senso di attesa per qualcosa che lentamente succederà, per sette minuti, senza far sentire il passare del tempo. Non cambierà molto di questo scenario, ma quando prima la chitarra porta una nota con la lead, poi il basso ripete il suo stesso tema con la compressione la tensione cresce con lentezza. Ecco che anche il Rhodes risponde:… Continue reading

Samuel Hällkvist – Variety of Rhythm [BoogiePost recordings 2017]

By Marcello Nardi Jan 11, 2018 0

English version Nella sua autobiografia il compositore John Adams racconta così il finale di Grand Pianola Music: ‘Inizia con un lungo e sostenuto accordo di settima dominante che pulsa e vibra per sessanta battute prima di sgorgare in un virtuale Niagara di arpeggi del pianoforte. Quel che segue é una melodia assolutamente familiare, una specie di Ur-Melodie. Pensate di averla già sentita, ma non riuscite a ricordare dove o quando. In realtà é un motivo originale’ [John Adams, Hallelujah Junction, EDT]. Questo passaggio mi é rivenuto in mente ascoltando Variety of Rhythm, una suite composta dal chitarrista svedese Samuel Hällkvist. Un lavoro che é più… Continue reading

Slivovitz – LiveR [MoonJune 2018]

By Marcello Nardi Dec 17, 2017 0

English version Se chiedete a mia madre il suo attore preferito lei vi risponde Humphrey Bogart. ‘Ma non é bello’ ‘Si, ma é affascinante’. E poi vi fa una sfilza di attori belli che non ballano. Ecco, uso questa metafora per dire che un bel disco da studio seguito da un live non all’altezza, é un bello che non balla. Esempio che non si addice proprio a LiveR degli Slivovitz, visto che é un lavoro che balla un prog tiratissimo dal sapore di funk, incrociato tra tempi composti, groove aggressivi e melodie etniche. Nati nel 2001 a Napoli, hanno alle spalle 5… Continue reading

Lorenzo Feliciati – Elevator Man [RareNoise 2017]

By Marcello Nardi Nov 4, 2017 0

ENG Ascolta clip Il primo piacere che coltivo, quando mi imbatto in un nuovo progetto di Lorenzo Feliciati, é scorrere la lista dei musicisti. La maggior parte delle volte sorrido pensando ad accostamenti di musicisti che ho amato in momenti diversi della mia vita, ma mai avrei pensato di sentirli all’interno della stessa discografia. Così capita di imbattersi nei ritmi angolari di Pat Mastelotto accanto alle linee delicate di Nils Petter Molvaer, nelle geniali soluzioni di batteria di Steve Jansen accanto ad solo estremo di Mattias IA Eklundh, nei paesaggi sonori di Eivind Aarset e subito dopo nel sound viscerale di Bob Mintzer. Prog,… Continue reading

Wingfield Reuter Sirkis – Lighthouse [MoonJune 2017]

By Marcello Nardi Oct 29, 2017 1

“Nell’improvvisazione di gruppo si viene a creare un’intimità che richiede, man a mano che si sviluppa, una specie di resa” Derek Bailey, Improvisation Derek Bailey utilizza la parola resa per spiegare cosa succede all’interno di quella tribù temporanea, che é un gruppo di musicisti che suonano senza uno spartito davanti, quando un musicista interagisce con gli altri. Ogni musicista lascia andare una parte di sè, lascia uno spazio agli altri/al tutto e permette, quasi seguendo una convenzione sociale, di creare l’ordine superiore della magia dell’improvvisazione. Rileggendo queste parole ed ascoltando Lighthouse allo stesso tempo ho il problema di capire esattamente… Continue reading

Bobby Previte -Mass [2016]

By Marcello Nardi Nov 25, 2016 0

Mentre ascolto End of Rawalpindi, una delle gemme di Escalator over the Hill di Carla Bley, mi riviene alla mente Mass di Bobby Previte. E poi subito dopo Paranoid dei Black Sabbath mi ricorda lo stesso disco. Quindi l’organo di Olivier Messiaen, le sue evasive scale omofoniche e gli impressionanti muri di suono richiamano ancora misteriosamente quest’album. Quasi un catalogo di citazioni al contrario. Una serie di pastiche a la Naked City -non a caso il prossimo che viene in mente é John Zorn, uno dei principali ispiratori della musica di Previte. Ecco, una serie di pastiche compongono Mass. Se non fosse che… Continue reading